venerdì 3 novembre 2017

Tetù e Teio palermitani per la Festa dei Morti


Lo so, sono in ritardo di un giorno con questo post, ma visto che questi dolci nati in Sicilia per la "Festa dei Morti" ora si possono trovare tutto l'anno, nessuno ci impedisce di prepararli in qualunque momento, dato anche che nella versione più antica che io ho voluto realizzare è una ricetta del recupero e l'ho presa da qui.
Sì, proprio del recupero, perché le suore di clausura che li fecero per prime, utilizzavano rimasugli di altri dolci impastati nuovamente, da cui il nome di "ù mistu", ovvero il misto, con cui sono anche conosciuti.
In dialetto siciliano "tetù e teio" vuol dire "uno a te e uno a me" e si differenziano per la glassatura che li ricopre, al cacao per i tetù e bianca per teio.
Va da sé che avendo come ingrediente principale avanzi di biscotti o torte o crostate, ogni volta avranno un gusto differente, ma è il bello di questi biscotti, morbidi e profumati con una glassatura che però non è stucchevole.




Ingredienti: (per 60 biscotti)

Per i biscotti

  • 600 gr di avanzi di biscotti, crostate, dolci vari
  • 100 gr farina di mandorle
  • 200 gr di farina 00
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 20 gr di ammoniaca per dolci Nella ricetta originale 15 gr)
  • 120 gr di strutto
  • 2 cucchiaini di cannella
  • scorza grattugiata di un limone e di una arancia non trattati
  • un pizzico di sale
  • 250 ml di latte  (ma regolatevi in base agli avanzi di dolci utilizzati)
Per la glassatura
  • 375 gr di zucchero
  • 115 gr d'acqua
  • aroma di vaniglia (facoltativo)
  • 2 cucchiaini di cacao amaro in polvere

Iniziate a passare al mixer tutti gli avanzi di torte, crostate o biscotti per tritarli finemente.



In una ciotola unire alla pasticceria ridotta in polvere tutti gli altri ingredienti secchi e lo strutto sciolto.




Per ultimo aggiungete il latte regolandovi in base alla consistenza degli ingredienti. Se questi fossero troppo secchi potete aggiungere anche della confettura a vostro piacimento.



Dovrete ottenere una consistenza un po' più dura di una frolla.


Ricavate tante palline un po' più grandi di una noce, disponetele su una teglia foderata di carta da forno un po' distanziate tra di loro e schiacciatele leggermente con il palmo della mano.


Fate cuocere a 180°C in forno preriscaldato per 30 minuti circa, controllando che non colorisca troppo il fondo dei biscotti.

Mentre si raffreddano preparate la glassa.

In un pentolino dal fondo spesso mescolate l'acqua con lo zucchero semolato, ponete sul fuoco e portate a bollore senza mai mescolare ma pulire il bordo della pentola con un pennellino bagnato perché non brucino le eventuali gocce di zucchero. Se avete un termometro da zucchero fate raggiungere la temperatura di 110°C, altrimenti fate la prova prendendo tra pollice ed indice una goccia di zucchero che dovrà fare il filo. 

Travasate qualche mestolino di sciroppo in una ciotola di alluminio e girate con un cucchiaio di legno fino a quando non comincia a diventare bianco. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete qualche goccio d'acqua.


Con un pennello glassate la metà dei biscotti, i teio.


Per i tetù invece aggiungete allo sciroppo ( sempre nella ciotola di alluminio) un cucchiaino di cacao in polvere, mescolate bene con un  cucchiaio di legno e spennellate gli altri biscotti.

Se lo sciroppo nel pentolino dovesse solidificarsi un po' rimettete sul fuoco fino a farlo nuovamente sciogliere. 

Lasciate che la glassa asciughi fino al giorno successivo.


Sono deliziosi, profumatissimi, morbidi all'interno e con la leggera glassatura croccante.

Alla prossima! =^-^=

domenica 22 ottobre 2017

Calzoncelli di castagne del Cilento



Nonostante le splendide giornate che ottobre ci sta regalando i primi frutti autunnali stanno comparendo timidamente, anche se la mancanza di piogge probabilmente influirà negativamente sulla loro qualità e quantità.
E' già la seconda volta che acquisto con entusiasmo delle castagne e le trovo piuttosto asciutte, tanto che la prima volta fatte arrosto ho avuto difficoltà a togliere la pellicina.
Così qualche giorno fa ho deciso di bollirle, due foglie d'alloro nell'acqua leggermente salata ed anche la pellicina è venuta via. 
Una volta spellate mi è venuta in mente una ricetta cilentana che avevo letto tempo fa, quella dei calzoncelli, una sorta di ravioli ripieni di un impasto a base di castagne lesse, cioccolato fondente, zucchero, anice...non ci ho pensato due volte. 
Mi sono subito messa alla ricerca delle varie ricette per farmi un'idea.
Ovviamente di ravioli dolci ripieni di castagne se ne fanno in tutte le zone in cui vive il castagno, ma la forma dei calzoncelli è davvero simpatica ed il loro ripieno è ricco di profumi.
Così ho deciso di provarli sia cotti al forno che nella versione fritta, utilizzando due diversi tipi di pasta per la sfoglia.
Vi assicuro che sono squisiti in entrambe le versioni ed anche quelli fritti sono leggerissimi.
Vi darò quindi la ricetta del ripieno, da preparare almeno due giorni prima perché si amalgamino i sapori tenendolo coperto in frigorifero, e dei due tipi di sfoglia che ho utilizzato.

Ingredienti:

Per il ripieno

  • 400 gr di castagne lesse e già sbucciate
  • 150 gr di cioccolato fondente
  • 3 tazzine di caffè
  • 200 gr di zucchero
  • 50 gr di zucchero a velo
  • 2 cucchiai di liquore all'anice (o Strega o limoncello)
  • 80 gr di cacao amaro
  • un generoso pizzico di cannella

Per la sfoglia da cuocere al forno (per circa 15 calzoncelli) 
  • 200 gr di farina 00
  • 1 uovo intero
  • 90 gr di zucchero
  • 80 gr di burro
  • scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
  • una punta di lievito in polvere per dolci

Per la sfoglia da friggere (per circa 45 calzoncelli)
  • 500 gr di farina 00
  • 2 uova intere
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 80 gr di burro
  • 1 tazzina di vermouth bianco
  • 1 bustina di vanillina
  • la scorza grattugiata di un limone non trattato
  • un pizzico generoso di lievito in polvere per dolci
  • un pizzico di sale 
Due giorni prima iniziate a preparare il ripieno lessando le castagne in acqua leggermente salata con due foglie di alloro.
Ancora calde sbucciatele e privatele della pellicina, quindi passatele al setaccio.

Fate sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria ed aggiungeteci il caffè poco per volta.


Versate il cioccolato fuso con il caffè sulle castagne setacciate,


aggiungete lo zucchero, il cacao, la cannella e l'anice.


Amalgamate il ripieno ponendolo qualche minuto sul fuoco, quindi riponetelo coperto in frigorifero per due giorni.

Trascorsi i due giorni preparate i due tipi di pasta e fateli riposare per 30 minuti in frigorifero avvolti nella pellicola.


L'impasto per i calzoncelli al forno risulta più morbido, quindi potete tirarlo tranquillamente con il mattarello su un piano infarinato, mentre quello per i calzoncelli fritti è più duro e potete tirarlo con la sfogliatrice fino alla penultima tacca.

Ricavatene dei dischi con un taglia biscotti da 7 cm di diametro, ponete un cucchiaino di ripieno su un disco con il bordo inumidito con acqua.


Coprite con un altro disco e pigiate leggermente con un bicchierino intorno al ripieno perché i due bordi si sigillino.


Con un coltello praticate 16 tagli su tutto il bordo.


Ora ripiegate su se stesso un lembo premendolo con l'indice e proseguite così un lembo sì ed uno no.


Il risultato è davvero carino, non trovate? Questo calzoncello è destinato alla cottura in forno.


Qui sotto invece vedete i calzoncelli che andranno fritti, come potrete notare la pasta è più asciutta di quella sopra.


A questo punto disponete i calzoncelli destinati al forno su una teglia rivestita di carta da forno e fate cuocere in forno già caldo a 180° C per 15-20 minuti circa, controllando che non si coloriscano troppo, toglieteli dalla teglia quando sono stiepiditi.

Per quelli da friggere invece immergetene pochi per volta in olio profondo caldo ma non bollente, girandoli delicatamente fino a che non sono dorati.

Fateli scolare su carta assorbente.


Cospargete tutti i calzoncelli con zucchero a velo setacciato, oppure come fanno in Campania, specialmente in occasione del Natale quando i calzoncelli sono tra i dolci della tradizione, con un pò di miele chiaro sciolto e dei confettini colorati.


A sinistra il calzoncello al forno, a destra quello fritto.


Se dovesse avanzarvi un pò di ripieno tranquilli, il giorno dopo replicate!

Nelle tante ricette che ho letto nel ripieno alcuni aggiungono scorza grattugiata di limone, arancia e mandarino, altri invece confettura di pere, altri ancora mettono spumante dolce nella pasta per la sfoglia, ma la ricetta che ho estrapolato io è fantastica, tanto che i miei dirimpettai, cilentani doc, li hanno apprezzati e promossi a pieni voti, compresi i loro bambini che normalmente non mangiano dolci. 

Alla prossima! =^-^=

martedì 10 ottobre 2017

Coconut Bundt Cake con glassa al caramello



Il nome "Bundt" di questo dolce è legato esclusivamente allo stampo in cui viene cotto ed è uno stampo inventato nel 1950 a Minneapolis da H. David Dalquist, fondatore della Nordic Ware. 
Le donne ebree della Hadassah society chiesero a Dalquist uno stampo profondo con foro centrale per realizzare le torte secondo le ricette che le madri emigrate in America avevano portato dal vecchio continente, il bundkuchen ( così chiamato nel nord della Germania), anche detto kugelhupf o gugelhupf secondo i vari paesi europei di origine.
Dalquist lo realizzò e ne depositò il marchio come "Bundt". 
Si tratta di uno stampo dalle evidenti scanalature e dal foro centrale che asciuga parecchio l'impasto e che quindi dovrà essere per questo molto umido.
A differenza dalla cugina europea la Bundt cake americana non riguarda una particolare ricetta di torta, ma qualsiasi dolce venga realizzato con uno stampo Bundt.
L'unico accorgimento che si deve avere è quello di imburrare ed infarinare molto bene lo stampo perché la torta possa essere sformata con facilità.
La ricetta americana a cui mi sono ispirata è questa, io ho solo cambiato la glassa utilizzando una glassa al caramello.




Ingredienti: 

Per la torta
  • 340 gr di burro a temperatura ambiente
  • 400 gr di zucchero semolato
  • 4 uova grandi
  • 230 gr di panna acida
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci (baking powder)
  • 224 gr di farina 00
  • 150 gr di cocco disidratato
Per la glassa al caramello
  • 225 gr di zucchero semolato
  • 65 ml di acqua
  • 150 ml di panna
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 70 gr di burro

Iniziate a preparare la glassa al caramello.

In una casseruola molto alta e dal fondo doppio versate l'acqua e lo zucchero, mescolate con un cucchiaio di legno e poi a fiamma bassa portate ad ebollizione prima e poi fate raggiungere il colore di caramello che desiderate stando attenti a non far bruciare il caramello che altrimenti diventerebbe amaro.
Fuori dal fuoco aggiungete il burro sciolto e mescolate con la frusta fino ad amalgamare completamente il caramello con il burro.
Rimettete sul fuoco ed aggiungete la panna e l'estratto di vaniglia mescolando fino a nuova ebollizione.
Togliete dal fuoco e versate in una ciotola. 

Ora passate alla realizzazione della torta.

In una ciotola montate con le fruste elettriche il burro con lo zucchero.

Quindi aggiungete le uova una per volta fino ad avere un composto ben liscio.

Aggiungete ora la panna acida (se non la trovate aggiungete un cucchiaino di succo di limone a della panna fresca ed attendere 10 minuti) ed il lievito.


Incorporate metà della farina mescolata con il cocco disidratato e poi l'altra metà fino a che non sarà tutto ben amalgamato.


Lasciate riposare il composto per 5 minuti mentre imburrate ed infarinate benissimo la vostra tortiera Bundt.

Versate il composto nella tortiera e far cuocere a 160°C  in forno preriscaldato per circa 70 minuti o comunque fino a quando inserendo uno stecchino di legno nella torta non ne uscirà asciutto.



Far raffreddare la torta nello stampo e quando è fredda sformatela su un piatto ed irroratela con la salsa al caramello ormai fredda.




La torta sarà ancora più gustosa il giorno dopo, avendo cura di chiuderla in un contenitore di plastica perché non si asciughi.

Alla prossima! =^-^=

giovedì 21 settembre 2017

Torta nera di San Secondo


Dopo un po' di tempo eccomi di nuovo a scrivere per condividere ricette. Mi è mancato questo spazio, ma gli impegni familiari hanno avuto la precedenza su tutto ed ora soddisfatta e felice torno a pasticciare e sperimentare tra forno e fornelli!
Questa volta la scelta della ricetta da provare è stata dettata dalla voglia di utilizzare mandorle e noci che avevo in dispensa e visto che questo dolce era nella lista di quelli da provare già da un bel po' non ho avuto dubbi.
Si tratta di una torta dell'Emilia occidentale, nello specifico di San Secondo Parmense. 
La torta nera di San Secondo è una di quelle torte da credenza di cui ogni famiglia ha la propria ricetta forse perché ci si basava sui gusti dei familiari e su quello che si aveva in casa. 
Ecco quindi che oltre agli ingredienti base che sono mandorle, uova, zucchero, burro e liquore sassolino per il ripieno alcuni aggiungono cacao in polvere, altri cioccolato fondente, chi il caffè in polvere o addirittura i fondi di caffè e chi invece il caffè della moka, scorza di limone (nel modenese)o noci (nel reggiano) e qualcuno anche amaretti e lievito.
E' una torta dal sapore schietto, casalingo e familiare che fa tanto bene al cuore.
Dopo aver letto tutto quello che ho trovato ho tirato fuori una ricetta che credo sia più vicina all'originale (ma quale sarà mai l'originale? ) e ve la presento. 




Ingredienti: (per una tortiera di 22 cm di diametro)

Per la frolla

  • 200 gr di farina 00
  • 100 gr di burro
  • 100 gr di zucchero
  • 1 uovo intero medio
  • un pizzico di sale

Per il ripieno 
  • 2 uova intere
  • 115 gr di zucchero semolato
  • 120 gr di mandorle spellate
  • 30 gr di gherigli di noci
  • 1 cucchiaino di caffè in polvere
  • 2 cucchiai di liquore sassolino (o altro liquore all'anice)
  • 40 gr di cacao amaro in polvere
  • 1 punta di cucchiaio di farina 00
  • 25 gr di burro a temperatura ambiente
Iniziate a preparare la frolla sabbiando insieme la farina con il burro lasciato circa 10 minuti fuori dal frigorifero, disponete a fontana sul piano di lavoro ed al centro aggiungete lo zucchero con l'uovo ed il pizzico di sale. Ottenete un impasto piuttosto morbido senza lavorarlo troppo, appiattitelo avvolgendolo con pellicola e riponetelo in frigorifero per 1 ora.

Nel frattempo preparate il ripieno.
Tritate grossolanamente le mandorle e le noci.
Montate con l'aiuto delle fruste le uova con lo zucchero (potete anche montare solo i rossi con lo zucchero ed a parte montare gli albumi da aggiungere all'ultimo mescolando dal basso verso l'alto), aggiungete quindi il burro morbido e tutti gli altri ingredienti.
Otterrete un composto abbastanza morbido. 

Riprendete la frolla dopo il riposo in frigo, rivestiteci la teglia forando con i rebbi della forchetta il fondo e versarvi il ripieno.

Fate cuocere il dolce in forno preriscaldato a 170°C per circa 50 minuti ed estraetelo dalla teglia quando è ormai freddo. 


E' un dolce semplice, dai sapori schietti ma veramente buono!
=^-^=

mercoledì 24 maggio 2017

Torta di mele della tradizione ebraica



La splendida frutta di stagione ormai è veramente allettante. Fragole, albicocche, ciliegie certo possono farci sembrare squallido un frutto come la mela, ma volete dirmi che una morbida, succulenta torta di mele nella sua semplicità non sia tra i dolci più gustosi?
E questa torta di mele della tradizione ebraica, caratteristica di Rosh ha-shanah, il loro capodanno che cade a settembre, non contiene né burro né latte (perché secondo le regole della kasherut in uno stesso pasto non si possono consumare latte e carne) ma è ugualmente squisita.

Il procedimento è semplicissimo, bisogna solo controllare la cottura che non richiede poco tempo proprio perché molto umida per la grande quantità di mele contenute, ma ne vale la pena.




Ingredienti: ( per uno stampo da chiffon cake da 24 cm di diametro)

  • 380 gr di farina 00
  • 400 gr di zucchero semolato
  • 50 gr di miele
  • 235 ml di olio di semi di girasole
  • 4 uova grandi
  • 12 gr di lievito in polvere
  • 13 gr di estratto di vaniglia
  • 5 gr di sale
  • 1,100 kg di mele
  • 1 cucchiaio di cannella
  • scorza grattugiata e succo di 1 limone non trattato

Iniziate a sbucciare le mele e tagliarle a fette, in una ciotola cospargetele con la cannella, con la scorza grattugiata del limone e con il suo succo e lasciatele insaporire mentre preparate l'impasto.

Montate le uova con lo zucchero fino a farle diventare bianche e spumose, se utilizzerete una planetaria basteranno pochi minuti. Aggiungete tutti gli altri ingredienti e continuate a montare il composto perché incorpori più aria possibile.

Spennellate di olio solo la base dello stampo da chiffon cake, versate 1/3 d'impasto, quindi uno strato di mele in modo che non tocchino le pareti dello stampo.
Proseguite con un altro strato d'impasto ed uno di mele finendo con l'impasto. Adagiatevi sopra una quarantina di fette di mele tenute da parte.



Fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per almeno 1 ora e mezza, fate comunque la prova stecchino per vedere se ne esce asciutto.

Quando la torta è fredda con un coltello scalzate prima i bordi dalla parete dello stampo, quindi la base del dolce dal fondo removibile.
Pur essendosi leggermente abbassata dopo il raffreddamento la mia è venuta alta circa 8 cm. 

Guarnite con zucchero a velo.


Il miele, le mele ed il melograno nella tradizione ebraica sono di buon auspicio per il nuovo anno e la torta è proprio da provare, profumatissima, morbidissima e squisita!  
=^-^=

martedì 9 maggio 2017

Pantxineta, il dolce alla crema tipico dei Paesi Baschi


Questo dolce, semplice ma allo stesso tempo delizioso, è tipico della città basca di San Sebastian ed ha contribuito alla fama che hanno i dolci baschi.
Fu inventato agli inizi del secolo scorso nella Pasticceria Casa Otaegui che già allora era fornitrice della casa reale. In quel periodo la città di San Sebastian era stata scelta dalla Regina Maria Cristina per stabilirvi la sua residenza estiva e divenne mèta dell'aristocrazia francese e svizzera con i suoi cuochi al seguito che vi trovò rifugio durante la prima guerra mondiale.

Il suo nome in basco pantxineta (o panchineta in spagnolo)dovrebbe derivare dalla crema frangipane che portarono i pasticceri francesi e che la Pasticceria Casa Otaegui modificò aggiungendo ad una densa crema pasticcera le mandorle tostate e tritate, racchiudendola tra due strati di pasta sfoglia. 



Ingredienti: (per 6 pantxineta da 10 cm di diametro e 4 da 7 cm)

  • 2 rotoli di pasta sfoglia 
Per la crema pasticcera
  • 1/2 lt di latte
  • 4 tuorli d'uovo
  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 150 gr di zucchero semolato
  • i semi di 1/2 bacca di vaniglia
  • un pezzetto di stecca di cannella
  • una scorza di limone non trattato
Da aggiungere alla crema pasticcera
  • 100 gr di mandorle spellate, tostate e tritate (ma non tutte le ricette le prevedono, sicuramente danno più gusto alla crema)

Per guarnire
  • mandorle a lamelle 
  • zucchero a velo

Iniziate a preparare la crema pasticcera portando ad ebollizione il latte con vaniglia, cannella e scorza di limone.
Nel frattempo amalgamate bene i tuorli con lo zucchero e l'amido di mais aggiungendoci un goccio del latte messo sul fuoco.
Quando il latte è giunto ad ebollizione versatelo sul composto di tuorli d'uovo mescolando velocemente e rimettete il tutto sul fuoco a fiamma dolce mescolando continuamente fino a che non raggiunge la giusta consistenza.
Versate la crema in un contenitore basso di vetro o di metallo per farla freddare coperta con della pellicola a contatto perché non formi la pellicina.

Quando la crema è ormai fredda amalgamateci le mandorle tritate. 

Ricavate dalla pasta sfoglia 12 dischi del diametro di 10 cm, su 6 dischi che bucherete con i rebbi di una forchetta disponete un bel cucchiaio abbondante di crema lasciando libero un bordo di 1 cm, inumidite con del latte il bordo degli altri dischi e ricopriteci i dischi con la crema pressando bene tutto il bordo perché non si aprano durante la cottura. Praticate sulla cima un piccolo foro per far uscire il vapore mentre cuoceranno.




Ponete le pantxineta su una teglia rivestita di carta da forno, quindi spennellatele con del tuorlo misto ad un goccio di latte e disponete sopra le mandorle a lamelle.



Fate cuocere circa 30 minuti in forno a 190°C nel secondo ripiano dal fondo.




Una volta cotte cospargetele di zucchero a velo e potete anche accompagnarle con del cioccolato bollente ottenuto portando a bollore della panna e fuori dal fuoco facendoci sciogliere del cioccolato fondente.


Potete mangiarle sia calde che fredde, sono divine!! 

Alla prossima! =^-^=

domenica 30 aprile 2017

Tartufi al cacao per la cucina del recupero


Questa volta vi parlo di una ricetta del recupero ma legata ai ricordi della mia infanzia.
Avete anche voi degli avanzi di dolci o biscotti ancora buoni ma non più fragranti? Dopo la Pasqua ne avevo un pò e così ho voluto fare quei pasticcini che da bambina adoravo ma che mia madre, con il suo concetto del "Si comprano solo le cose migliori!" mi ha fatto sempre desiderare, come pure la mortadella perché per lei era meglio un buon prosciutto crudo, ma volete mettere un bel pezzo di pizza bianca romana aperta a libro ed imbottita di profumatissima mortadella appena affettata? 
Tornando ai tartufi al cacao, secondo quanto diceva mia madre erano fatti con gli avanzi delle pasticcerie, ma io non potevo credere che quelle squisite palline piene di gusto fossero fatte con gli avanzi. Fatto sta che non appena sono cresciuta abbastanza per andare da sola in pasticceria erano tra le mie paste preferite insieme ai cannoli siciliani.
Da ragazzetta più volte ho tentato di rifare i tartufi con le ricette che qualche volta trovavo sulle riviste, ma pieni di burro e ricoperti di cacao non erano i tartufi di cui ero golosa.
Solo parecchio dopo ho scoperto che mamma aveva ragione, quelli che piacevano a me erano fatti veramente con gli avanzi di torte e biscotti, ma allora anziché andarli a comprare ho iniziato a farli da sola. 
I tempi della fanciullezza sono passati da tantissimo, ma per mia cugina Laura e per me i tartufi hanno sempre il sapore di allora.



Ingredienti: (per circa 20 tartufi)

  • 250 gr tra avanzi di torte e biscotti al cioccolato
  • 2 cucchiai colmi di confettura di albicocche o a vostro gusto (io ho usato della confettura di visciole)
  • 40 gr di cacao amaro in polvere
  • 1 cucchiaino di rum 
  • codette di zucchero per guarnire
Versate nel mixer tutto tranne le codette di zucchero e fate andare fino a che non otterrete un composto omogeneo ma se dovesse essere troppo asciutto aggiungete ancora un pò di confettura. Una volta pronto preso con le mani ve le lascerà pulite.



Ricavatene tante palline da 20 gr ciascuna e rotolatele nelle codette di zucchero. Al loro posto potete anche usare del cocco disidratato, delle scaglie di cioccolato o della mompariglia.



Conservateli in frigorifero fino a mezz'ora prima di gustarli.



Un modo per utilizzare tutti gli avanzi di dolci e biscotti creando qualcosa di buono e simpatico. 

                 VARIANTE CAKE POPS 

Se volete realizzarli in una veste ancora più simpatica per i bambini evitate il rum, formate le palline, infilzatele con un bastoncino per lecca lecca e rotolatele nel cioccolato fuso bianco o al latte, decoratele a piacere con confettini colorati, codette, cocco disidratato e fate asciugare la copertura infilzando il bastoncino nel polistirolo.
Conservateli in frigo fino ad una mezz'ora prima di offrirli.  


                                                                   Cake pops (foto da wikimedia di Taryn)

Alla prossima ricetta!  =^-^=